VIVE CERVERA: COME GUARISCONO LE PAROLE

 

Quanto segue è una intervista che mi ha fatto Carmelo Urso di Caracas, Venezuela durante la mia visita nel suo paese. Grazie Carmelo, grazie Yla, grazie Helena.

http://goccedirugiada.wordpress.com/2010/12/14/intervista-come-guariscono-le-parole/

Carmelo Urso: Cara Vivi, un grande abbraccio da Buenos Aires, Argentina, dove sto trascorrendo delle meritate vacanze. Ho saputo che in Venezuela darai un seminario intitolato “4 parole che curano: un ponte verso il tuo Io Superiore”. Per chi non conosce la tua opera, potresti spiegare quali sono queste quattro parole che curano? Cosa curano? E in questo mondo, in cui siamo abituati a ricorrere ai farmaci, terapie e droghe per alleviare i mali del corpo e della mente, com’è che una semplice parola può curarci? Non è fin troppo facile?

Vivi Cervera: Ciao caro Carmelo, un abbraccio a te da Ciudad Victoria, Tamaulipas (México). Rispondo con piacere alle tue domande per i lettori che desiderano conoscere la mia opera.

Le quattro parole che curano sono: Mi dispiace. Perdonami. Grazie. Ti amo.
Per le persone che stanno iniziando questo cammino di autoguarigione, le 4 parole curano i malesseri, le malattie (di qualsiasi tipo), situazioni difficili, problemi in generale e anche ciò che di solito chiamiamo karma. Per le persone che conoscono già l’argomento, le 4 parole neutralizzano, cancellano, puliscono, eliminano o trasformano il pensiero, ricordo, memoria o dato che sta fornendo false informazioni alla mente umana.

In questo mondo di farmaci, terapie e droghe, una semplice parola può guarire  perchè la nostra mente  è piena di tutto quello a cui abbiamo dato un senso negativo, la nostra mente è piena di idee di malattia, vecchiaia e morte; la mente si compone di ricordi che si sono formati in parte con il significato che abbiamo dato a ciò che pensiamo o pronunciamo. Quindi se la mente è piena di parole che simboleggiano situazioni difficili, si può dedurre che anche la soluzione proviene o nasce da una parola. Concludo dicendo che una semplice parola può guarirci, perchè in passato una di esse fu sufficientemente potente da farci ammalare.

Nella misura in cui si usano le 4 parole guaritrici, smetteranno di essere suoni quotidiani per trasformarsi in codici che possono nutrire e supportare un corpo debole, un “cuore ferito” o possono illuminare la vita di un essere umano depresso, risentito, arrabbiato, solo, etc.

Troppo facile ?

Sí. Forse questo è il suo punto debole. E’ così facile che inconsciamente dobbiamo complicarlo un pochino per poterlo meritare, in quanto ci siamo fatti l’idea che abbiamo accesso ad un po’ di tranquillità attraverso il sacrificio o spogliandoci di qualcosa di prezioso che volevamo conservare. E’ per questo che molte persone possono dubitare e chiedersi: “com’è possibile che un –Ti amo- riesca a guarire il corpo?” E lo fanno senza rendersi conto che la stessa domanda è un modo per proteggersi da questa guarigione. Anche il livello di facilità o difficoltà  viene determinato da come si è vissuto o da come si percepisce la vita stessa. Non tutte le persone sono preparate a “correre il rischio” di amarsi perchè è probabile che per esse l’amore si sia trasformato in un cliché o in una parola troppo usata negli ultimi tempi.

Carmelo Urso. La frase “un ponte verso il tuo Io Superiore” può sembrare curiosa a certi lettori.  Cos’è per te il tuo Io Superiore? Esiste forse un io inferiore che gli si oppone ? E se quel Io Superiore è parte di noi stessi, perchè abbiamo bisogno di un ponte che ci conduca ad esso?

Vivi Cervera: l’ Io Superiore per me rappresenta il nostro componente o parte divina che consideriamo quasi sempre distante, separata, allontanata. Questa parte la si può chiamare come si vuole (Buddha, Gesù, Spirito Santo, Dio, Geova, etc.) continua ad essere la tua fonte di ispirazione, la tua guida e l’origine della tua pace.

Esiste un Io Inferiore che è un altro componente della nostra coscienza, che contiene tutta l’informazione morta con la quale siamo venuti al mondo, dati, ricordi, memorie, archivi, etc.; sono esattamente ciò che stiamo pulendo attraverso le 4 parole che curano. L’ Io Inferiore osservato da questo punto di vista si oppone totalmente all’ Io Superiore; tuttavia è attraverso questa apparente opposizione che entrambi danno identità all’essere, in quanto unendo le due polarità sorge l’ UNO, la presenza Io Sono.

Abbiamo bisogno di un “ponte” che ci conduca all’Io Superiore perchè anche se è parte nostra, in generale non sappiamo (o non consideriamo) che si trova lì. Questa separazione è logica solamente nel gioco pazzo della nostra mente e niente più. E’ per questo che è stato necessario costruire un ponte che ci permetta di camminare sopra al nostro ritmo fino a quando possiamo percepire che non siamo mai stati separati dal nostro Io Superiore e che non abbiamo assolutamente bisogno di  niente al mondo che crediamo reale.

Questo ponte è creato dalle 4 parole che curano e il suo costante pronunciare ci permette di sentire che più che esseri individuali siamo la presenza osservatrice dell’esperienza umana, universale e cosmica.

Carmelo Urso: Cara Vivi, attualmente hai un e-book intitolato “Celebra la sincronicità: le chiavi per recuperare il tuo potere personale ricordando l’essere multidimensionale che sei “. Cosa intendi per sincronicità? E’ un concetto che prendi dalla psicologia  junghiana? Cos’ha a che fare la sincronicità con la possibilità di recuperare il nostro potere? E com’è il fatto che il nostro essere ha varie dimensioni? L’ essere umano medio, è cosciente di tali dimensioni?

Vivi Cervera: chiamo sincronicità un insieme di eventi che hanno caratteristiche comuni, che si ripetono una e più volte, che appaiono di fronte ai nostri occhi come “casualità” senza spiegazione logica. Per esempio la maggior parte dei miei articoli sono stati creati sulla base della sincronicità, perchè improvvisamente vedo un’immagine alla televisione e successivamente questa visione si ripete magicamente ed esattamente in altri spazi , come nel quotidiano, un muro, un libro, un pensiero o il cinema. Queste sincronicità nel mio caso, accadono fino a quando pubblico l’articolo, scrivo la meditazione o aggiungo un paragrafo al mio libro e la cosa più sorprendente è che, finchè non lo faccio, continuano ad apparire nella mia vita in qualsiasi luogo mi trovo. Di fatto, è da un mese che vedo immagini sincronizzate di John Lennon ovunque, in ogni luogo o dove meno me lo aspetto. Probabilmente devo scrivere qualcosa a riguardo e finchè non lo farò continuerà a risuonare nella mia mente: “All you need is love”.

Il concetto di sincronicità è totalmente junghiano, mi sono sempre sincronizzata perfettamente con l’analisi e gli studi di Carl Jung e degli scrittori contemporanei che lo hanno seguito.

La sincronicità avviene sempre nella vita degli esseri umani, ciò che accade è che quando ti connetti spesso con il tuo Io Superiore, quando cominci ad accettare la tua vita come viene, sei più percettiva/o ai segnali che ci sono intorno a te. Se sei in viaggio non sei così distratto dai tanti pensieri che invadono sempre la tua mente, ma puoi prestare vera attenzione al film che stanno proiettando in aereo, alla sua colonna sonora o ai suoi protagonisti e quando arrivi a destinazione senti di nuovo la stessa canzone perchè stai prestando attenzione alla vita, stai risvegliandoti dal sonno e in questo modo recuperi il tuo potere interiore per tornare a sentire che in te si trova la possibilità di trasformare ciò che non ti piace. La sincronicità è parte di un essere umano in connessione con il suo Io Superiore.

L’essere umano è multidimensionale perchè non solo contiene il mondo fisico dove tutto si regge sui sensi. Esistono anche in esso (non fuori) altre dimensioni, altri spazi nei quali non ha nemmeno un corpo e dove può muoversi da un posto all’altro solo con il desiderio. È facile da capire se consideri che dormendo forse ti vedi in  sogno con un paio d’ali, ti vedi volare tra le varie stelle o sogni di essere una presenza sconosciuta che può comunicare con le piante o gli animali. Nei tuoi sogni tutto è possibile perchè fanno parte di un’altra dimensione, sono un altro spazio o aspetto dove il tempo (se esiste) trascorre in modo diverso rispetto a quando hai gli occhi aperti, come in questo momento.

Ciò che ti rende multidimensionale è la tua capacità di muoverti dal mondo sensoriale dove regna la paura, l’angoscia, la miseria o il dolore verso un universo di possibilità, nel quale finalmente accetti che la vita così come la percepisci è un programma, un dato sbagliato, una registrazione nella tua mente e se vuoi andare più in là cominci a capire che tu sei uno spirito o una energia che semplicemente osserva senza classificare.

L’essere umano medio non è cosciente di queste dimensioni, di fatto è inconsapevole, non respira. Trascorre gran parte della sua vita senza inspirare, praticamente morto.  In questo momento, tu ,   stai respirando ?

Carmelo Urso: Credo che quanto hai appena detto mi descrive abbastanza bene fino ai miei 28 anni.  E’ da 13 anni che sto lavorando per risvegliare da questo stato di incoscienza che descrivi e , sì, ora riesco a respirare un po’. D’altronde, uno dei tuoi libri si intitola “Quattro parole che curano: il linguaggio segreto degli hawaiani”. Il seminario che condurrai nell’Hotel Punta Palma di Lechería, Venezuela, il prossimo 14 novembre 2010 si ispira a questo volume? Sappiamo già quali sono le quattro parole guaritrici. In tal senso, che applicazioni pratiche possono trovare i lettori nel tuo testo? E’ un testo da leggere tutto d’un fiato o un compagno di studio durante un cammino spirituale?  E se non è un tradimento, qual’è questo segreto hawaiano che valorizza il tuo libro?

Vivi Cervera: Una parte del seminario è ispirata a questo volume, l’altra va oltre. Considero che si tratta di un materiale molto pratico per chi desidera imparare cosa significa la guarigione attraverso le parole. Una delle ragioni è che ho inserito in esso tutto ciò che ho voluto leggere quando ho iniziato questo viaggio spirituale. I lettori potranno trovarci il modo migliore per risolvere le situazioni difficili riguardo la malattia, i rapporti in conflitto o i problemi di carenza, che derivano sempre da memorie rivissute dalla mente inconscia.

Secondo me è un testo che generalmente puoi leggere tutto d’un fiato e che adotti come compagno di studi nel percorso spirituale.

E la tua ultima domanda ovviamente non è un tradimento perchè il segreto si può diffondere qui.

Così come ho scritto nel mio libro, le 4 parole che curano sono e continueranno ad essere segrete per molte giovani anime che per qualche motivo hanno bisogno di vivere sotto altri insegnamenti. Per esempio, se la pratica delle 4 parole guaritrici ti ha portato risultati magnifici  e per questo credi che tutti i tuoi colleghi di lavoro possano adottarle, forse ti sbagli perchè molti di essi hanno bisogno di continuare con la loro vita così come la vivono, altri possono credere che sei impazzito  e altri ti diranno di si, ma non faranno nulla. Questo avviene per quanto ho citato precedentemente riguardo una gran parte dell’umanità che si trova addormentata e si alimenta dei suoi incubi; per questo non bisogna convincerli di niente.

Quando comincerai a vivere in pace, troverai nel tuo cammino altre persone che si sono già risvegliate e che vivono come te. Intanto, per gli altri esseri che hai cercato di convincere, il mondo che tu vivi continuerà ad essere inesistente, fantastico o futurista; per questo per loro le parole che curano sono un segreto.

Solo tu puoi scoprirlo; nessun altro.

Hotel Punta Palma, luogo della conferenza

Carmelo Urso: como può la gente acquistare i tuoi libri ?

Per ora i miei libri si possono acquistare solo attraverso il mio sito www.vivicervera.com, in quanto non posso contare su una casa editrice e tutto viene patrocinato e finanziato da me stessa.

Carmelo Urso: Un messaggio di chiusura per gli amici di Iberoamerica, per chi assisterà al tuo corso il prossimo 14 novembre 2010, presso l’ Hotel Punta Palma, Lechería, in Venezuela.

C’è qualcosa di molto importante: grazie all’amore delle persone che mi leggono (il tuo amore, lettore) sono arrivata fin dove sono. Quella è stata la materia prima, l’ingrediente fondamentale, l’aspetto essenziale affinchè io potessi visitare il Venezuela. Mi sento benedetta da tutte queste persone che mi hanno offerto la loro mano, mi sento amata, mi sento benedetta e in fusione totale con ogni essere umano che legge questa intervista. Grazie Iberoamerica, grazie ad ogni essere umano in ogni città, in ogni regione, città, nazione o continente. Grazie per apportare tanto alla mia vita, per guarire con me, per amarmi. Grazie ai blogger che hanno pubblicato i miei articoli, ai proprietari delle reti sociali in cui si trovano i miei testi e il mio nome. Grazie anche ai titolari delle pagine web o delle riviste che mi hanno preso in considerazione.

E infine, grazie al Venezuela, il paese che mi apre le sue braccia, grazie alla comunità venezuelana che assistirà alla conferenza di novembre per la sua fiducia in me, per cancellare memorie con me. Grazie a te caro Carmelo per il tuo supporto, per la tua amicizia, per essere qui per me. Dio vi benedica.

Vi ama, Vivi.

Blog de Carmelo Urso

Enlace entrevista

© Tutti i diritti sono riservati. Vivi Cervera 2010.

Tradotto da Sabrina Selmo

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H0’OPONOPONO: L’INTERVISTA CON VIVI CERVERA (EN ITALIANO)

Vivi Cervera

Muchísimas gracias a Sabrina Selmo (fissel_1@yahoo.it) por haber traducido esta entrevista a la lengua de mis ancestros y publicarla en su web http://goccedirugiada.wordpress.com/, donde los interesados encontrarán material espiritual en italiano.

Carmelo Urso di Caracas (Venezuela) intervista Vivi Cervera. Questo testo è disponibile anche in https://carmelourso.wordpress.com/ così come molti altri argomenti interessanti per te.

1) Carmelo Urso: Cara Vivi, grazie mille per la tua ospitalità. Avremmo piacere se potessi fare una breve recensione biografica ai lettori: luogo di nascita, dove hai trascorso la tua infanzia, alcuni segni della tua vita famigliare, che titolo di studio hai, che lavori hai svolto e quali sono attualmente le tue occupazioni .

Vivi Cervera: Grazie a te Carmelo per avermi invitata a realizzare questa intervista alla quale rispondo con un mondo di piacere. Sono nata in Colombia in un paese chiamato Aguachica del dipartimento di Cesar; la mia permanenza lì è stata fino ai 2 anni di età, in quanto mio papà (che riposi in pace) aveva il proposito fisso di farmi educare a Bucaramanga (Santander) dalle meravigliose opportunità che offre questa città, e così fu. La mia infanzia e gran parte della mia vita si sono sviluppate in questa città, motivo per cui la porto nel cuore. Della mia educazione formale non ho molto da dire, perchè ho studiato per amore dei miei genitori più che per identificarmi con lo studio. Avevo l’abitudine di essere allergica alle riunioni di classe (e lo sono ancora!), non sono mai stata una brava studentessa, tanto che mia madre pianse molte volte perché apparentemente non avevo futuro (risata) e credo che qualunque madre avrebbe pianto con me. Ho studiato in modo informale Sistemi Informatici, andavo a lezione un giorno si e uno no, di fatto non ho nemmeno concluso le materie in sospeso; considero che in qualche livello della mia coscienza sapevo che l’Università non mi avrebbe insegnato a vivere. Dovevo iniziare ad educarmi emozionalmente per conto mio e per questo ho avuto il mio primo maestro: mio papà, che ha sempre potuto contare sull’aiuto di mia mamma. Sono nata fortunata perchè tutta la mia famiglia appartiene al mio stesso mondo, alla stessa famiglia di luce; sono la maggiore di 4 fratelli con i quali ho un rapporto eterno così come con i miei genitori e mi sento felice di condividere questo spazio con loro.

Ho sempre lavorato nel mondo dell’informatica e quando sono arrivata in Messico ho avuto un bellissimo lapsus, un gradevole riposo come venditrice di frullati, succhi e altre meraviglie naturali. In certi orari sentivo la necessità di istruirmi spiritualmente con il fine di raggiungere il conoscimento dell’Essere. Dalla fusione tra l’informatica e i frutti della Terra, sono nati gran parte dei miei scritti.

In questo modo mi stavo risvegliando. Dopo di questo, è iniziata nella mia vita tutta un’onda di sincronicità e l’informazione arrivava da fonti così diverse ed estranee. Improvvisamente ho avuto il desiderio di scrivere formalmente in un blog di internet, senza pretendere di essere letta da molte persone, cercavo solo di esprimermi, lasciare un’impronta delle mie idee in qualche spazio virtuale affinchè non me le dimenticassi e poco a poco gli essere pronti a leggermi iniziavano ad entrare nella mia realtà. Loro hanno creato questa intervista, lo devo a loro. Per questa ragione mi estenderò a sufficienza nelle mie risposte per riempire il vuoto che possono avere nella loro conoscenza rispetto all’ Ho’oponopono.

Attualmente ho un ufficio di consulenza a Ciudad Victoria, Messico, dove ricevo le persone che desiderano stabilire un contatto personale con me e dò conferenze in qualsiasi luogo abbiano bisogno di me.

2) Carmelo Urso: In quale circostanza è arrivato nella tua Vita l’ Ho’oponopono? Che cambi e guarigioni ti ha portato?

Vivi Cervera: prima di tutto esprimo che la mia percezione riguardo all’Ho’oponopono non coinvolge necessariamente la comunità hawaiana, nè i suoi leader, esponenti, maestri, discepoli o praticanti. Ciò che espongo qui ha a che vedere esclusivamente con la mia percezione e con la mia esperienza. Faccio questo chiarimento perchè per un motivo o per altro, non ho assistito a nessun corso o seminario sull’ Ho’oponopono, il quale conferisce al lettore o lettrice una libertà totale di accettare o rifiutare il risultato dei miei studi. So molto bene che quando l’essere umano si trova di fronte ad uno scritto che rivela una grande verità, lo può sentire interiormente, ha la sensazione di trovarsi nel luogo perfetto nel momento esatto, per questo scrivo in totale connessione con il mio Essere Superiore al fine di offrire quindi un testo completamente libero che si può prendere o lasciare.

Sono basicamente autodidatta (per dirlo in qualche modo) ed ho cercato di imparare ancora di più da ogni essere vivo che conosco, in modo che tutto ciò che mi circonda facilita la mia interpretazione della vita.

Ho’oponopono arriva a me, un giorno mentre sto navigando in Internet e causalmente trovo un articolo che parla di come un medico hawaiano aveva guarito un reparto di malati mentali nelle Hawaii, solo pronunciando per conto proprio due parole che sono: “Mi dispiace, ti amo”, senza nemmeno vedere i suoi pazienti. A partire da quel momento pensai che se un intero reparto era guarito in questo modo, allora quelle cose inconcluse della mia vita potevano avere una svolta. Così cominciai a pronunciare in modo permanente queste parole, ottenendo uno stato di tranquillità e dedizione che è rimasto in me, fin da allora. La mia vita è cambiata in modo favorevole e in molti modi, tuttavia la conquista più significativa è la mia comprensione del mio lavoro qui e di chi Sono realmente per mezzo di quel contatto intimo con la mia Divinità; credo che quello è il regalo più grande che mi ha dato Ho’oponopono.

3) Carmelo Urso: Come definiresti l’ Ho’oponopono? Da dove proviene? E’ una tradizione ancestrale o si tratta di una recente creazione ? Chi sono i suoi esponenti più notevoli ?

Vivi Cervera: Posso definire l’ Ho’oponopono un’arte curativa, che per mezzo dell’amore e dell’auto accettazione ci unifica e ci permette di percepire l’errore umano come un’esperienza e la Creazione come perfetta. Allo stesso modo Ho’oponopono implica il dimenticarsi del sistema tridimensionale per entrare in spazi multidimensionali che in tempi passati consideriamo finzione o fantasia.

Ho’oponopono è una tradizione ancestrale, sviluppata dagli hawaiani, i quali, per mezzo dell’amore, equilibravano le loro relazioni con gli altri esseri umani e con il loro ambiente. Tuttavia, qui ci sta la nota, questa potente energia arriva sulla Terra grazie alla sua connessione con alcuni sistemi avanzati al di fuori di essa, come nel caso delle Pleiadi (insieme di stelle) e dei suoi abitanti i pleiadiani. Sono questi esseri i più coinvolti con il risveglio degli esseri umani e per questa ragione inviano all’umanità gli espedienti più semplici per permettere l’accesso al conoscimento della loro vera essenza e così creare una nuova coscienza nel pianeta, una razza di esseri che conoscono e applicano divinamente il loro potere interiore. Se questa spiegazione ti sorprende, sei chiamata(o) ad apprendere sulla intima relazione che esiste tra il tuo Essere e l’Universo affinchè così tu possa compredere, che l’unica cosa che conta alla fine è la tua opinione rispetto a ciò che ti circonda e che risiede in te.

Tutto questo conoscimento è arrivato recentemente a molti di noi, perchè è in questo momento che più ne abbiamo bisogno e può essere interpretato come una creazione recente o come il ricordo di qualcosa già praticato. Siamo liberi di scegliere.

Tra i suoi esponenti più noti trovo il dottor Hew Len, il dottor Joe Vitale, Mabel Katz e John Curtin (il quale ha gentilmente apportato un materiale valido illustrandolo a migliaia di persone) e so che ci sono molti esseri umani impegnati con la causa, i quali attraverso i loro blog, i loro scritti, articoli, libri , così come i loro diversi apporti, contribuiscono affinchè ogni volta ci siano più persone recettive alle nuove frequenze che emette il pianeta. Tutti e ognuno di loro sono stati in qualche modo miei maestri, ai quali sono molto grata. In quei siti in rete che offrono informazioni sull’ Ho’oponopono, e che forse sono poco frequentati, si trova ancora seminato un seme d’amore dal quale ci stiamo costantemente alimentando. Io mi alimento di quei semi e dei loro frutti. Ho ricevuto molte email da webmasters che mi hanno detto “Vivi, visita il mio sito web, ha un contenuto interessante” e con soddisfazione entro nei loro spazi per rendermi conto che a loro modo perfetto hanno creato coscienza tra i loro esseri più vicini e capisco perchè per ogni persona che risvegliano ci sarà più pace tra di noi. Mi sento felice per questa realtà che abbiamo ri-creato. Ringrazio tutti loro.

4) Carmelo Urso: Le frasi basiche dell’ Ho’oponopono sono: “Mi dispiace molto. Perdonami. Ti amo. Sono grato”. Che effetto ha ognuna di queste frasi su chi le ripete? In che modo devono essere ripetute o utilizzate?

Vivi Cervera: i ricordi pongono molta distanza tra la luce e noi, per questa ragione devono essere neutralizzati. La causa del dolore umano, della malattia, della guerra, della paura, dell’angoscia esistenziale risiede nel ricordo. Quel rumore di fondo che genera la nostra mente può accettarsi ed integrarsi “facilmente” attraverso la vibrazione che esercitano le parole guaritrici dell’ Ho’oponopono.

Gli effetti che derivano dalla pronuncia costante di queste frasi sono molteplici perchè l’intenzione di guarire che risiede in te nel pronunciarle permanentemente, unita all’ eco che genera il suo suono, così come la conoscenza del suo significato, praticamente ti ancorano al momento presente che è l’unico che in realtà possiedi. Restando nel presente ti unisci all’Essere Supremo o alla Divinità ed arriva a te la comprensione che in realtà non puoi creare qualcosa appoggiandoti nel tempo, che non puoi vivere in pace mentre dipendi dal ricordare, che non potrai essere felice domani se non ci riesci qui, adesso, in questo istante, mentre mi leggi, mentre entri in contatto con chi veramente sei.

Se in ogni momento della giornata ricordi che la tua missione principale a questo mondo è amarti e onorarti anche se la tua missione fino a questo momento è stata molto dolorosa e devastante, attraverso la tua connessione con lo spirito nel tuo proprio linguaggio, allora sei nella direzione corretta. Le parole guaritrici sono la tua guida e ti invitano ad integrare l’ “io” che rifiuti con il tuo corpo. Mentre le pronunci a voce alta o in silenzio per conto tuo, resterai connessa(o) con la tua presenza IO SONO (che non è “IO ERO” o “IO SARO’ ”) e in questo modo la tua percezione di ciò che consideri cattivo, dannoso o sbagliato verrà trasformata in una opportunità di redenzione, di espiazione. Se sei ammalata(o) potrai uscire da questa dimensione oscura, da quel mondo tridimensionale che ti dice solo di aver fiducia nei tuoi sensi, per entrare in quell’altra parte di te che può credere in ciò che ancora non ha visto, perchè capisce che tutto le è già stato dato e che le sue sensazioni a volte mentono. Per questo la tua salute è già, la tua pace è già , il tuo amore è già. Tutto è.

Le parole guaritrici dell’ Ho’oponopono possono essere pronunciate a voce altra, possono essere cantate, scritte o sentite nel più profondo dell’anima. Non c’è alcuna differenza se le pronunci per te o per qualcun altro, perchè siamo coscienti del nostro senso di unità e tutto ciò che riguarda te, in qualche modo riguarda anche me. Siamo un sistema unico, così che quando riesci a perdonare te stessa(o) lo fai anche per tutta la umanità. Il perdono è auto perdono.

Non devi affondare troppo nel tema per ottenere i suoi benefici; ci siamo abituati che tutto ci viene dato con difficoltà, con dolore, con il sudore della fronte, quindi forse molte persone si chiedono: “Per guarire il mio corpo o la mia vita devo solo pronunciare queste 4 parole? Così semplicemente? Non ci credo!” e questo atteggiamento allontana la possibilità di guarigione. Ho ricevuto lettere di persone che dicono “non so come praticare l’ Ho’oponopono” e rispondo: “E’ facile, devi solo pronunciare le frasi per tutto il giorno e così sciogli la tua dipendenza naturale a vivere di ricordi”, molte mi credono e raggiungono risultati meravigliosi, altri lo dubitano, perchè non è arrivato il loro momento.

Credo che pronunciare queste parole ti guida verso la realizzazione della tua missione, quindi tenendo in conto ciò, i maestri saranno sempre lì per te. Per favore resta connessa(o).

Spiegherò brevemente ciò che significa ogni parola: quando dici “Mi dispiace” ti unisci all’essere sofferente, ti unisci con quello che sembra stare fuori di te, manifestando così che riconosci che il suo dolore è anche tuo e in quel momento sei totalità.

Quando dici “Perdonami” stai manifestando il tuo desiderio di essere perdonata(o) dall’Essere Supremo e allo stesso tempo stai riconoscendo che se i tuoi occhi vedono disgrazia, è perchè solo tu l’hai generata o l’hai creata, per chiamarla in qualche modo. E perchè l’hai creata? Perchè ogni tuo pensiero lo può fare. Ogni tuo pensiero crea i tuoi istanti, la tua vita.

Quando dici “Grazie” stai integrando il dolore a te, stai permettendo che ciò che non è espresso, non chiaro, ciò che è nascosto ti serva per ottenere una esperienza e non un castigo. “Grazie” è un altro modo di perdonare la tua stessa creazione.

Nel dire “Ti amo” stai abbracciando la tua esperienza umana. Stai permettendo che la vita si esprimi attraverso di te, senza opporti, senza che ti faccia male, senza che ti blocchi. “Ti amo” è uno dei suoni più belli dell’Universo. Quando pronunci questa parola (o le altre) senti come un bagno dorato innonda l’esistenza, la Presenza, senti come amandoti includi automaticamente ogni atomo, ogni stella, ogni vita passata, presente o futura, ogni buco nero nel vuoto. Questa è la tua missione principale ed è qualcosa che devi a te stessa(o) perchè lo meriti e nessuno potrà farlo allo stesso modo tuo.

Con le parole guaritrici potrai avere benefici in ogni senso, dal guarire qualsiasi relazione problematica fino a raggiungere l’immortalità se è ciò che infine desideri. Tutto ciò che non ti piace nella tua vita è suscettibile ad essere guarito con l’ Ho’oponopono, perchè sarà sempre una memoria o un ricordo che con la sequenza che conosci potrai cancellare, che significa trasformare in luce.

Pronunciale senza aspettare, fallo per il piacere di essere connessa con l’amore della Fonte, per la gratitudine che senti per essere arrivato fino a qui, fallo come se avessi già ricevuto ciò che necessitavi, perchè in realtà è così.

5) Carmelo Urso: Due concetti fondamentali nell’ Ho’oponopono sono quello delle “Memorie” e quello della “Pulizia”. Cosa sono le Memorie e qual’è la loro portata? Perchè è così importante pulirle?

Vivi Cervera: risponderò a questa domanda in modo inaspettato e così come io vedo il mondo. Le memorie sono gli stessi ricordi e per alcune dottrine sono i registri akasici. Esse risiedono nella mente inconscia che è individuale e collettiva, così che possiedi nella tua coscienza un deposito che conserva il dolore umano in tutta l’estensione della parola; passato, presente e futuro. La mente che pensa, si trova in costante connessione con la mente inconscia e per questo elabora dolore, non può creare, non può perdonare, non può essere grata. La portata delle memorie è infinita. Quando permetti che la tua mente pensi tutto il tempo, puoi sperimentare le realtà più inimmaginabili e dolorose, perchè stai prendendo il dolore dal magazzino, dolore storico, dolor genetico, dolore ancestrale per creare il tuo momento attuale; i crimini contro l’umanità, le tragedie, disastri naturali e pandemie sono stati generati dalla coscienza collettiva pensante. Così come tutte le dottrine, i regimi o sistemi escludenti della nostra società.

La parola “pulire o cancellare memorie” ha a che vedere con l’accettare che esse restino, riguarda il permettere che la vita sia com’è. Questo viene chiamato pulire, è questa la finalità della maggioranza delle tecniche curative perchè in realtà, la prima cosa che dobbiamo pulire, è il nostro desiderio di credere che qualcosa deve essere pulito. Proprio lì, in quel punto di accettazione c’è già pulizia, c’è già guarigione. Questo significa onorare chi sei, perchè l’umanità deve prestare attenzione a non cadere nel buco profondo che significa “cancellare memorie eternamente” come se l’errore non fosse un’esperienza arricchente. L’umanità deve comprendere l’Ho’oponopono come l’opportunità perfetta per accettare ciò che è già. Non desidero quindi che le memorie siano percepite come le villane della storia quando in realtà sono la nostra opportunità di cambio, sempre e quando le possiamo accettare così, sempre e quando non ci opponiamo ad esse. Secondo me questo è ciò che significa neutralizzare una memoria, ossia non parzializzare, non spezzare, non separare.

Considero che l’Essere Supremo o Divinità disse: “Uomo, eccoti il mondo, è già perfetto così come lo vedi, sii uno con tutto. Allora l’uomo classificò il mondo, classificò la vita e creò due etichette –cattivo e buono -, a tal modo che ha sempre voluto essere buono perchè detestava il cattivo; l’Essere Supremo vedendo la sua infelicità, disse di nuovo: Uomo, eccoti l’ Ho’oponopono affinchè cancelli ciò che consideri “cattivo”. E l’uomo iniziò a pulire”.

6) Carmelo Urso: Cara Vivi, mi piacerebbe che commentassi per il piacere dei lettori e lettrici alcune frasi del Dr. Len:

a) “Uno di problemi maggiori dei terapeuti è che loro pensano di essere lì per salvare le persone, quando in realtà stanno lì per pulire sè stessi”.

Vivi Cervera: Come ho già detto prima, non conosco personalmente il Dr. Len e non ho nemmeno avuto il piacere di incontrarmi con tutte le sue frasi, se non fino ad ora, quando tu me le consegni, quindi procedo a spiegarti il mio punto di vista rispetto alle stesse.

Fai conto di andare al cinema dove vedi un film in 3d, quindi utilizzi degli occhiali speciali che ti permettono di vedere i personaggi al tuo fianco e allo stesso tempo ti fai da parte quando un missile verrà lanciato, sembrerà così reale ai tuoi occhi. Così è la vita, accade di fronte a te, succede solo nella tua testa, passa attraverso i tuoi occhiali speciali e tuttavia credi che c’è qualcuno fuori che ti guarda; naturalmente questo fa parte del gioco, fa parte del credere in una illusione perchè stiamo imparando da essa. Ma devi tener presente che si tratta solo di te e ciò che tu percepisci. Potresti negarlo? Potresti verificare che un’altra persona sta osservando lo stesso? C’è qualcun altro al di fuori di te? Chi vede fame, dolore e lotta nella razza umana? Tu. Sono i tuoi occhiali, se li togli noterai che lo schermo ha un’altra forma, che quello che vedevi così reale è l’effetto di un paio di lenti speciali. Se tutto accade ora, cosa scegli di vedere? Puoi toglierti per un istante gli occhiali?

Credo di si. Ora puoi vedere un solo sistema dove ognuno dei tuoi pensieri è importante perchè ri-crea ciò che vedi, ciò che ascolti, ciò che respiri, ciò che tocchi , ciò che annusi. Allora se camminando per strada vedi un mendicante cosa penserai? Che è arrivato solo fino a lì o che tu lo hai creato perchè sei tu che lo stai vedendo dalla tua mente?

In quel momento puoi considerare la sua apparizione perfetta perchè ti offre conoscimento o puoi cancellare memorie perchè consideri che il suo dolore è reale. Quello che decidi sarà ciò di cui in quell’istante hai bisogno per sentirti meglio. Approvalo e sii cosciente che si tratta unicamente ed esclusivamente del tuo stesso sistema. Bene. Questa analogia del mendicante illustra il tuo incontro con il tuo paziente.

Un(a) terapeuta che conosce l’ Ho’oponopono riconosce il paziente come una estensione del proprio Essere, come una proiezione della propria coscienza, come una parte di se stessa(o) che è arrivata per mostrarle che c’è un errore nel sistema e che ci possono essere aspetti della sua vita che non sono stati accettati. In quel momento la(il) terapeuta può considerare che la malattia del suo paziente è sua creazione e che è perfetta ed irreale o può cancellare memorie con le parole guaritrici dell’ Ho’oponopono per integrarla. Qualunque delle due opzioni è corretta sempre se considera che sta guarendo se stessa (o), perchè l’altra persona è parte del suo stesso sistema, come ho spiegato prima. Qualunque dei due modi scelti per guarire la sua coscienza sarà efficace. Se trova resistenza dovrà continuare a lavorare su sè stessa fino a che le voci o i ricordi lasciano la sua realtà.

E’ esattamente il deposito dei ricordi individuali e collettivi che può portare il terapeuta a reincontrarsi con qualcuno con cui ha un nesso di vite passate o parallele, di ricordi a causa dei suoi pensieri o delle sue necessità più intime, in modo che in un determinato livello è creatore della propria esperienza, è creatore di tutto ciò che può percepire. Questo significa che l’oggetto della sua percezione è così reale come esso la consideri.

b) “E’ imperativo comprendere che la persona che pratica il processo Ho’oponopono non sta curando, in quanto l’ Ho’oponopono è il processo che permette alla Divinità che ha creato tutto e sa tutto, di cancellare le memorie che viviamo come problemi”.

Vivi Cervera: Ritengo che l’importante non è ciò che si è detto o si è stabilito anche se proviene dai nostri antenati. Il più importante è quello che senti tu al riguardo, cosa sente il tuo Essere quando si trova di fronte ad un ricordo che neutralizzerai. Se come terapeuta ti senti un canale di luce tra la Divinità e il tuo paziente, è perfetto per te, perchè può essere lo stato mentale ideale in un processo curativo. Tuttavia ci sono terapeuti che sono così unificati con la Divinità che si trasformano nella stessa luce nel momento di neutralizzare un ricordo e questo è perfetto per loro così come per tutti quelli che ricevono i benefici che condivide l’umanità.

La Divinità o Essere Supremo sei te stessa(o) quando accetti che la vita fluisca attraverso di te, senza fermarsi, per tanto la sua essenza si trova presente in tutto ciò che è già; ammalato, sintomo, malattia, guarigione, luce od oscurità. La colpevolezza che sentiamo tutti per essere vivi sarebbe inesistente se cessasse la nostra insistenza nel separarci dalla Divinità e quindi sarebbe la fine del dolore.

Alla fine sei tu che decidi come sperimentarti di fronte al tuo paziente perchè la Creazione è già fatta nella sua totalità, tu scegli solo. Ciò che è veramente imperativo è il sentimento di libertà che sei quasi obbligato ad avere in un mondo che tu e solo tu hai creato.

c) “Siamo tutti Esseri Divini ma la mente può servire un maestro alla volta. Può servire le Memorie, ripetendo i problemi, o può servire la Divinità rappresentata nelle ispirazioni”.

Vivi Cervera: Effettivamente. In ogni istante del giorno hai la possibilità di scegliere chi servire; puoi vivere per i tuoi ricordi, desiderando che quella persona che se ne è andata anni fa ritorni o puoi passare una vita intera pensando che se ti trovassi in un altro posto o in compagnia di qualcun altro saresti felice o puo lamentarti perchè tutto nella tua vita va sempre peggio, puoi sentirti infelice o con voglia di abbondanare il mondo. Tutto questo è un servizio esclusivo alle memorie, alimento per il dolore che esisteva già a tonnellate nel tuo inconscio.

Puoi anche servire la Divinità quando ti doni e smetti di pensare. Quando a prescindere dai pronostici, da ciò che i tuoi occhi vedono, da ciò che grida tutto intorno a te, ti elevi e tagli il flusso di pensiero con la parola “Grazie” (per esempio) e ti senti grato perchè finalmente hai compreso che non puoi continare a piangere per il tuo passato, e nemmeno puoi continuare ad aspirare ad un futuro che non arriverà perchè è già in te. Senti semplicemente gratitudine per ciò che è già. Fare questo fa molta paura ma non farlo, non bloccare i tuoi pensieri ora potrebbe portarti a paure più profonde, a momenti più oscuri.

L’ispirazione è il tuo vero contatto con la Divinità, è da lì dove può uscire alla luce l’artista che vive in te. Le grandi opere sono state create in questo modo, con la dedizione, con la sufficiente fiducia che c’è qualcosa lì affinchè venga manifestato e si raggiunge permettendo alla luce di toccare il tuo essere, fino a che puoi sentire di essere la luce stessa e che quindi non aneli, non desideri, non tenti, non pretendi, non vinci ma nemmeno perdi. Permetti solo.

Ti do un esempio pratico riguardo alla salute: se qualche parte del tuo corpo si è ammalata e attraverso le parole guaritrici, l’hai impregnata di amore, allora dovrà comunque essere ancora curata? Aspetterai a curarti le prossime due ore o domani? O alla fine avrai compreso che tutto è? Se hai compreso la lezione allora non desidererai curarti, perchè ciò che è già curato non si può curare. Non chiederai salute perchè ti è già stata data, non chiederai amore perchè è già tuo. Questo segnale di ispirazione.

d) “La Pace inizia con me e nessun altro”.

Vivi Cervera: forse hai smesso di lottare contro la guerra perchè pensi che tra tanti milioni di persone, il “povero” sforzo di un essere umano solo, all’altare della sala di casa sua chiedendo ai santi che ci sia pace nel mondo, è totalmente inutile e senza senso. Puoi esserti lasciato tentare dall’idea (di certo piuttosto logica), che i carri armati esistenti in qualsiasi paese lontano non si fermeranno solo perchè hai acceso varie candele bianche a quell’altare. E credimi che è facile pensar così. Ciò che è realmente complesso è toccare la vera realtà con i tuoi sensi e arrivare a comprendere ciò che ho già spiegato: tutto accade dentro te. Chi vede devastazione, orrore e dolore? C’è qualcun altro fuori di te? Forse mi rispondi “l’umanità” ma chi pensa che l’umanità è là fuori? Tu. Si tratta solo del tuo film. È il tuo film e credo che tu abbia il potere di cambiare la trama, dico, se tu l’hai creato, puoi anche trasformarlo. Forse è ora che nella solitudine di casa tua, nel tuo altare o in quel posto dove reciti le tue preghiere o dove ti siedi comoda(o), ringrazi per i semi di amore che cominciano a dare i loro frutti in ogni angolo della Terra. E’ il momento perfetto per perdonare il nostro dolore e benedire la purezza dell’ambiente, l’abbondanza d’acqua, di cibo, di possibilità, di pace.

Effettivamente la pace comincia con me perchè se fai attenzione, i più bei gesti umani cominciarono dentro un Essere nella solitudine della propria casa, nella intimità della sua coscienza, in un piccolo e silenzioso desiderio di cambiare qualcosa dentro sè stesso. Così nacque la “meditazione ho’oponopono”, nella tranquillità della mia coscienza, e tu, nel silenzio della tua coscienza, ti sei incaricato di regalarla ai tuoi cari, e sono sicura che loro hanno fatto lo stesso con altre persone. Ora puoi notare come ogni gesto individuale per piccolo che possa sembrare può trasformare migliaia di vite e puoi renderti conto in che modo ti trovi dentro questa corrente di pace che avvolge ogni essere vivo.

La pace è così relativa come tutto qui lo è. E’ possibile che dove tu vedi angoscia altre persone vedano pace, in modo che la tua capacità di interpretare la realtà è direttamente proporzionale alla tua capacità di liberare la necessità di sentire dolore. Se tu sei in pace, tutto ciò che osservi adotterà la tua stessa serenità, perchè alla fine si tratta del tuo copione, del tuo film e degli occhiali che stai usando. La pace comincia con te e nessun altro. In qualche modo la tua pace è la stessa mia.

e) “Ogni cura è auto-guarigione”.

Vivi Cervera: il motivo di questo è che esiste una mente, una coscienza, un’anima e in questo caso è la tua. Non la mia. E’ la tua. Io Sono la tua creazione. Io Sono un personaggio del tuo film. Io Sono parte della tua coscienza. E quando ti “svegli” dal letargo nel quale sei sempre stato, lo faccio anch’io. E’ per questa ragione che attiri circostanze che sono come le senti; se in te c’è una grande carica emozionale e aneli lasciare questa vita affinchè la morte ti doni un po’ di pace, se la tristezza è il cibo quotidiano delle tue cellule, ti sentirai orientata(o) verso determinate situazioni o luoghi che sono secondo quello che senti. Malattie, incidenti, divorzi o diverse situazioni della vita quotidiana sono il segnale di allarme della coscienza che ti chiede un poco di attenzione. Nel preciso istante in cui obbedisci al suo richiamo devi comprendere che non è un castigo, è una opportunità, è un cammino che percorrerai dando il meglio di te e in quel dono, in quella fase mi trovo io, così come tutti gli altri personaggi del tuo film.

Un esempio di quello che siamo è il banco di pesci, che forma una unità composta da diversi pesci che si proteggono a vicenda, viaggiando nella stessa direzione e con totale sincronicità. Anche se non sembra, funzioniamo così e io sono lì, io ti seguo. Quando stai guarendo, lo faccio anch’io. Ogni cura è autoguarigione. Grazie.

7) Carmelo Urso: Vivi, dove dai i tuoi corsi e seminari sull’ Ho’oponopono? Hai qualche pagina web dove i lettori e lettrici possono trovare i tuoi articoli?

Vivi Cervera: Si. Vado sempre dove c’è bisogno di me. Nel mio blog (www.vivicervera.com) c’è l’indirizzo dove qualsiasi persona interessata può mettersi in contatto con me (contactovivicervera@gmail.com), così come articoli multidimensionali che scrivo regolarmente, la possibilità di scaricare audio e meditazioni come parte del mio servizio all’umanità.

Carmelo Urso: Un messaggio finale per i lettori e le lettrici

Vivi Cervera: Grazie caro Carmelo per essere il ponte tra i lettori dell’America Latina e Ho’oponopono, grazie per questa intervista, è stato meraviglioso risponderti. A te lettrice o lettore, che hai compreso le mie parole con tanta attenzione, ti dico che non hai bisogno di cambiare nulla in te, non hai bisogno di trasformarti in un’altra persona, non hai bisogno di imparare nient’altro. Tutto ciò di cui hai bisogno è volerti bene per essere così coraggioso, per stare qui, per vivere la esperienza umana che in alcune fasi è dolorosa, in altre è rinnovante e infine è piacevole. Per tutto quello che hai vissuto, hai l’ammirazione eterna di tutti gli Esseri di Luce.

Di me, posso dirti che non sono diversa da te, apprezzo tutto ciò che forma parte del mondo e in tutto questo ho trovato l’ispirazione.

Ciò che ti ho detto qui, lo conoscevi già, si trovava addormentato in qualche parte del tuo Essere. La mia unica funzione è stata di risvegliarlo con le mie parole e l’ho fatto è perchè così hai voluto. Se sono rimasti dubbi, vuoti o confusione in te, mi scuso; tutto ciò che ho espresso è rivolto a praticanti, terapeuti, guaritori e maestri, ognuno prenderà il meglio e ricercherà a fondo ciò che dubita, anche questo è l’obiettivo. Grazie. Ti amo.